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Destinazione pensione

Data pubblicazione: 27 novembre 2024

Autore: Rino Giuseppe Paladino

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Immagina se non dovessimo più versare un euro all'INPS per la pensione: tutti i soldi in busta paga rimarrebbero a noi, e potremmo costruirci la pensione da soli.

Per prima cosa: quanto versiamo per avere la pensione?

I dipendenti privati trovano la voce relativa ai contributi che versano all’Inps nella busta paga, solitamente in basso a sinistra, alla voce “Inps”. Lì si troverà un importo, 150,00 euro, 200,00 euro, o anche più, al mese, che varia a seconda dell'importo della retribuzione. Inoltre, moltiplicando questo importo per circa 2,5/3 si determina l’ammontare che il datore di lavoro versa complessivamente per la pensione del dipendente. Con una vita lavorativa di 40 anni, e considerando le rivalutazioni, è facile arrivare anche a più di 500.000,00 euro.

Gli autonomi, invece, sanno da sé quanto versano per la previdenza.

Dunque,


possiamo evitare di versare i contributi per la pensione all'Inps, e trattenerli?

Eh no. Perchè il nostro sistema pensionistico funziona "a ripartizione", che vuol dire che i contributi che versiamo oggi servono a pagare le pensioni degli attuali pensionati, e quindi anche se ci piacerebbe avere quei soldi subito in tasca, non si può. Peraltro la pensione è un diritto garantito dalla Costituzione, quindi lo Stato non può semplicemente dirci "pensateci voi". Ed allora? Allora dobbiamo comunque “arrangiarci”, o perlomeno dovremmo fare di tutto per costruirci una pensione tutta nostra, per integrare quella dello Stato, che come senz’altro saprete, sarà sempre più magra.

Come?

Aderendo ad un fondo pensione. Tutti possono farlo!


Il fondo pensione comporta tantissimi vantaggi:

  1. Avremo una "pensione" più alta per vivere meglio dopo l’attività lavorativa;
  2. Prevedono la deducibilità fiscale dei contributi volontari versati al fondo, fino a ben 5.164,57 euro annui, il che si traduce in pagamento di minori tasse;
  3. Oltre alla deducibilità nella fase dei versamenti, è prevista l’applicazione di un’aliquota agevolata sui rendimenti, che è pari al 20% (invece del 26% come previsto per altri strumenti di risparmio);
  4. Infine, al momento della richiesta della prestazione finale, cioè della riscossione della pensione integrativa o del capitale integrativo, viene applicata un’aliquota agevolata, trattenuta dal fondo pensione, che va dal 15% fino al 9%, a seconda degli anni di partecipazione al fondo pensione.


Inoltre un lavoratore giovane, alla sua prima occupazione e a determinate condizioni, può sfruttare una deducibilità aggiuntiva di ulteriori 2.582,29 euro annui, portando la deducibilità totale a 7.746,86 euro


Per saperne di più, contattami.


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